L’ultimo libro di Laura Avalle per Giuliano Ladolfi Editore, collana “Primo piano” – pp. 104, 10 euro
Essere madre oggi è un privilegio, un dono fantastico, che comporta però maggiori sfide rispetto a ieri, in questa società frenetica e competitiva che tende a rimandare sempre più in là la ricerca di una gravidanza.
Da una parte il bisogno di una stabilità affettiva, dall’altro economica, entrambe difficili in un clima di precarietà generale che investe tutte le sfere della nostra vita.
Eppure il libro di Laura Avalle è un monito a non arrendersi, a non smettere mai di sognare, perché è proprio quando non ci aspettiamo più nulla che il destino si mette in moto per trasformare i nostri desideri in realtà. Ma il raggiungimento della felicità richiede, a sua volta, nuove risposte a nuove sfide: essere allo stesso tempo una professionista, una moglie, una persona completa, cercando di trovare un buon equilibrio tra vita lavorativa, affettiva e sociale. Mantenere, in altre parole, la propria identità di donna, reclamando il diritto all’uguaglianza e condividendo alla pari le responsabilità con il proprio compagno. Un bisogno che si fa ancora più impellente, quando l’autrice scopre che quella vita che sta aspettando è una bambina. Da qui la necessità di insegnarle l’amore, quello vero, che non ha niente a che vedere con la violenza, a battersi contro le ingiustizie, a difendere la propria personalità e non essere quello che gli altri si aspettano che lei sia.

In “Vita, io ti aspetto” Laura Avalle ha scritto un intenso pamphlet sotto forma di lettera con uno sguardo confidenziale eppure politico, la cui voce sa essere intima e, allo stesso tempo, universale.

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