Imprese, l’evoluzione in atto

Pasquale Sessa, presidente GI Confindustria Salerno

Per il presidente dei Giovani Imprenditori salernitani: «Nel futuro che ci aspetta gli uomini dovranno mostrare di essere capaci di ottimizzare il loro enorme potenziale ancora inesplorato. Altro che robot»


Tradizionalmente, uno dei terreni di maggior interesse dei Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno è l’education e il dialogo con il mondo dell’istruzione. La relazione si è rafforzata con i percorsi di Alternanza?
Chi per mestiere fa impresa, sa bene che – fino a poco tempo fa – le risorse che entravano in azienda per la prima volta non avevano mai avuto la possibilità di fare esperienza sul campo nel corso dei loro studi, pur avendo dalla loro un ampio bagaglio di conoscenze. Un gap organizzativo e culturale con altri Paesi europei che, per fortuna, stiamo provando a colmare. Da tempo, come Gruppo, siamo impegnati nel diffondere cultura di impresa sul territorio, raccontando ai giovani cosa vuole dire fare impresa, come si lavora in squadra, quali sono i valori etici che ci guidano.
“Istruzioni per l’uso”, diciamo, che la scuola non può inserire nella propria didattica direttamente, ma che sta a noi fornire durante i percorsi di alternanza per invogliare i giovani a guardare al lavoro in azienda come a una scelta possibile e consapevole. Anche per questo avvieremo tavoli di confronto con gli Enti di Ricerca, Università e le scuole superiori, proprio per trovare, insieme con loro, la modalità per migliorare i programmi formativi adeguandoli alle reali esigenze aziendali nei vari settori.

Nel suo programma ha dichiarato di voler spingere sul dialogo con Bruxelles attraverso la rappresentanza di Confindustria. Crede nell’Europa quindi?
L’Europa è fondamentale, è e deve essere per noi un pilastro e, per nessuna ragione, dobbiamo prestare il fianco a chi vorrebbe far passare il messaggio contrario.
Maggiore presenza a Bruxelles significa non solo difesa delle nostre imprese, ma anche occasione per informarci in modo diretto sulle opportunità di finanziamento che derivano dalle iniziative comunitarie. Monitorando con attenzione le possibilità che offre l’Europa, possiamo anche crescere nell’internazionalizzazione, visti i tanti strumenti inclusivi offerti.È importante però che ci si muova come sistema e che il nostro Paese dimostri di avere un orizzonte politico stabile e capace di fare riforme utili e durevoli. Sono convinto che, nella prospettiva strategi­ca e di convergenza del Mezzogiorno, risiede il rilancio della competitività dell’intero Paese.

Evolvere, è la parola guida del suo mandato?
È il momento storico che lo richiede. Oggi siamo chiamati a sfide continue, senza precedenti. Sfide tecnologiche, organizzative, comunicative, di metodo, che non devono però farci perdere di vista la dimensione umana e relazionale. Nel futuro che ci aspetta dovremo mostrare di essere capaci di ottimizzare il nostro enorme potenziale ancora inesplorato. Altro che robot.

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