NICOLA SANTINI

Quali regole è opportuno osservare per organizzare un Christmas party con i fiocchi? Non accontentiamoci del pranzo di Natale: quello serve per mettere a tavola famiglia e parenti tra tradizione e ricordi.

Il Christmas party è quello che arriva via sms, telefono, last minute, con il grande cartellino dell’informalità, per i saluti e gli abbracci con un bicchiere di vino, tanto per scambiarsi gli auguri.

Sotto il grande file del Natale, si nasconde un calendario fuori-salotto che, appunto, dal ponte dell’Immacolata al giorno della befana, a vario titolo, coinvolge tutti, nessuno escluso: l’aperitivo con i colleghi, il saluto con gli amici per i quali non si ha mai tempo, la riunione annuale del club sportivo, tante tartine, una scusa unica e ufficiale, che è lo scambio degli auguri (e dei regali).

Il Christmas Party ha una sua grammatica, tanto nel formulare l’invito quanto nell’accettarlo. Partiamo dall’orologio: parte più o meno all’ora dell’ aperitivo o del brunch se nel week end, ma senza le lancette spaccate del pranzo placé.

Ai Christmas party si passa per fare un saluto e scambiare quattro chiacchiere con il padrone di casa, non ci si trattiene a lungo e il tutto si gioca sul turnover degli invitati. Gli approfondimenti tra chi si conosce in queste occasioni, rimandiamoli al post befana, dove la scusa successiva sarà bersi una tisana detox per smaltire i bagordi natalizi.
Dura poco perché magari nello stesso giorno riceviamo più inviti e per queste occasioni è carino passare un po’ da tutti.
Non serve, quindi, da parte di chi fa l’invito, avere a disposizione una serata intera o una casa gigante, ma quello che c’è e soprattutto chi ci sarà deve essere selezionato al meglio. 

A tavola, organizzata a buffet, si stuzzica, non si mangia. 

Si beve, casomai.

O meglio, si brinda. A cosa? All’amicizia, all’anno sfigato (se c’è stato) perché se ne va, a quello nuovo e ai buoni propositi per renderlo migliore.
Alzando i calici senza toccarli, guardandosi negli occhi e con l’ingrediente segreto e gratuito che è il sorriso.
Trattandosi di un’occasione volutamente informale, l’invito può arrivare anche via whatsapp o sms. L’importante è che abbia risposta.
Mettiamo il padrone di casa nella condizioni di calcolare bene cosa comprare e cosa servire.

 

I regali sono obbligatori? Assolutamente no, anche se il bon ton vorrebbe che, come si fa in Oriente, il padrone di casa pensasse a un gift simbolico da dare a tutti coloro che passano a trovarlo.

Può essere anche lo stesso regalo uguale per tutti, (un cd, un libro, un vasetto di marmellata) purchè il biglietto sia personalizzato. Il valore della parola spesa bene, per chi la riceve, vale più di mille strisciate di carta di credito.

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