Bassa risoluzione di Massimo Mantellini

Internet ha modificato radicalmente il nostro approccio con la profondità, con le informazioni, le relazioni sociali, i mercati e la cultura.

Ascoltiamo musica in nuovi formati digitali, fotografiamo il mondo attraverso la piccola ottica dei nostri telefoni cellulari. Non leggiamo piú i quotidiani, preferendo l’informazione casuale che rimbalza sui profili social dei nostri «amici». Ma abbiamo sposato le cucine Ikea e i graffiti di Banksy, nuovi manufatti a bassa risoluzione che riempiono oggi le nostre vite. Questo libro indaga le relazioni fra simili scelte di riduzione e i mutamenti della società connessa.

Spesso attraverso simili opzioni si intravedono i segni di una nuova intelligenza, altre volte esse raccontano per sommi capi la nostra usuale superficialità. Nella bassa risoluzione tecnologica il tempo reale travolge l’archivio. Internet, luogo della documentalità, si trasforma nello spazio in cui ogni cosa sarà rapidamente dimenticata.Bisogna opporsi alla bassa risoluzione e quindi alla tecnologia? Il libro invita piuttosto a combattere la superficialità e a imparare a conoscere meglio la tecnologia e le tante scelte che questa ci concede. Semplificare non significa necessariamente banalizzare.

«La convergenza dei cittadini verso i media digitali ha creato due fenomeni distinti che rischieremo di confondere con grande facilità. Il primo – quello di gran lunga piú rilevante- è il disvelamento di un nuovo analfabetismo diffuso. Il secondo è quello di una riduzione complessiva delle aspettative informative. Per la prima volta un numero considerevole di persone che non sa leggere ha iniziato a scrivere».

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