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di Fabio Pascapè - Cittadinanzattiva Assemblea Territoriale NAPOLICENTRO
STRUMENTI di cittadinanza
Una rete di cittadini attivi può arricchire di suggerimenti pratici e di osservazioni gli uffici operativi di un Comune aiutandoli ad "aggiustare il tiro" per realizzare politiche sempre più puntuali e mirate
Linee programmatiche, piano generale di sviluppo, R.P.P., P.E.G., P.D.O…
Quanti cittadini conoscono questi termini? E gli acronimi?
La risposta è facile.Tranne pochi addetti ai lavori, sono sconosciuti ai più. Eppure sono termini e acronimi che individuano documenti che caratterizzano l'azione amministrativa e politica del Comune, la cui conoscenza è essenziale per la qualità della vita di cittadini che siano partecipi della vita della propria comunità.
Ma proviamo ad approcciare significato, funzioni e utilità civica di questi documenti. Le linee programmatiche sono presentate dal neoeletto Sindaco al Consiglio Comunale e contengono, in sostanziale continuità con quanto dichiarato in campagna elettorale, gli elementi salienti del percorso che intende realizzare durante l'intero mandato elettorale. A seconda dei casi è un documento più o meno dettagliato dal quale il cittadino può ricavare elementi informativi essenziali a monitorare gli stati di avanzamento delle politiche.
Da un punto di vista civico disegnano una sorta "di ambiente di sviluppo", di quadro nell'ambito del quale scendere passo dopo passo al dettaglio operativo.
Il Piano Generale di Sviluppo (di respiro temporale pari a quello del mandato), che non risulta essere stato adottato da nessuna delle amministrazioni comunali in osservazione, nasce dal confronto delle linee programmatiche con le reali possibilità operative dell'ente definendone le linee d'azione in ogni suo settore di intervento. Rispetto alle linee programmatiche è una sorta di "esame di realtà" e in quanto tale è strumento indispensabile per la redazione di un bilancio sociale effettivamente coerente con il sistema di bilancio. R.P.P. sta per Relazione Previsionale e Programmatica che è un documento di respiro triennale approvato dal Consiglio Comunale tutti gli anni con il bilancio del Comune.
É articolata in programmi e progetti e riporta tutta una serie di informazioni relative ad esempio alle caratteristiche della popolazione, del territorio, dell'economia e dei servizi dell'ente. Inoltre definisce, tra l'altro, le finalità triennali dei programmi e degli eventuali progetti, i preventivi di spesa e le relative modalità di finanziamento.
É un ulteriore passo di approfondimento che il cittadino può compiere. P.E.G. sta per Piano Esecutivo di Gestione, è approvato dalla Giunta Comunale e, nell'ambito della programmazione definita dagli organi di governo, rimette ai responsabili dei vari servizi l'attuazione degli obiettivi gestionali assegnati congiuntamente alle risorse necessarie alla loro realizzazione.
Il dettaglio civico cresce così come cresce gradualmente la vicinanza agli impatti quotidiani dell'attività della macchina amministrativa. P.D.O. sta per Piano Dettagliato degli Obiettivi, è approvato dal Direttore Generale nella sua funzione di super manager e vertice della piramide organizzativa ed è un'ulteriore declinazione degli obiettivi operativi individuati dal P.E.G..
É il vero piano d'azione organizzativa e dovrebbe essere uno strumento di consultazione quotidiana dei cittadini.
Terminato questo rapido excursus, è lecito chiedersi come e dove il cittadino può rintracciare questi documenti. Come è nostra consuetudine abbiamo verificato la disponibilità dei documenti in esame sui siti istituzionali dei Comuni dei capoluoghi campani attraverso un diffuso motore di ricerca (v. tab.).
Nell'esaminare i documenti rintracciati on‑line emerge un altro dato. Si tratta di documenti redatti in ottemperanza di obblighi di legge a prevalente orientamento tecnico. Appare piuttosto complesso per il cittadino leggerli fino ad impadronirsene e utilizzarli per monitorare da un punto di vista civico la realizzazione delle politiche pubbliche. Non sono, tra l'altro, presenti sui siti istituzionali sistemi che, ad esempio, consentano di monitorare l'andamento della realizzazione degli obiettivi che il Comune si è dato.
Eppure, come sancito dall'Osservatorio, «l'ente locale può prevedere, chiarendone adeguatamente scopi e metodologie di redazione, e comunque nel rispetto dei postulati del sistema di bilancio, altri atti e documenti contenenti informazioni complementari, supplementari o integrative, anche di natura sociale, che ampliano il sistema». In questo senso il Comune di Napoli ha realizzato una soluzione innovativa mettendo a punto un Piano degli Standard approvato ogni anno dal Direttore Generale che mette insieme indicatori di output, di efficienza/efficacia/economicità (misurano la quantità di prodotto in rapporto alla risorsa, al tempo impiegato e al volume di input) e di qualità (misurano la soddisfazione dell'utente, interno o esterno, del prodotto). Che fare? Innanzitutto occorre entrare in possesso della documentazione e questo è possibile farlo (qualora non sia presente sul sito istituzionale) chiedendone copia all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del comune di appartenenza. In seconda battuta è indispensabile farne un esame approfondito ed il piu' possibile collettivo e partecipato. Analizzare civicamente, insomma, programmi, progetti, obiettivi e, soprattutto, monitorarne gli stati di avanzamento mediante l'osservazione civica diretta ed infine valutare il tutto dal punto di vista del cittadino. In terza battuta, premere perché questi documenti non solo siano reperibili facilmente on‑line ma anche perché siano redatti in modo da essere leggibili e comprensibili ai più. Il concetto è sempre lo stesso.
Un cittadino attivo, consapevole e partecipe è un prezioso aiuto per un'amministrazione che intenda perseguire l'efficacia della propria azione e, soprattutto, l'efficienza delle risorse impegnate. Una rete di cittadini attivi può, ad esempio, arricchire di suggerimenti pratici, di osservazioni e di dati gli uffici operativi aiutandoli ad "aggiustare il tiro" realizzando politiche sempre più mirate. L'insieme dei punti di vista (pubblico, privato, civico), il cui punto di intersezione è il cittadino, può essere la vera chiave di volta per risolvere la estrema complessità e problematicità dell'epoca che viviamo.
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