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  Maggio 2012

Articoli n° 09
NOVEMBRE 2011
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«RIVOLUZIONIAMOCI»

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«RIVOLUZIONIAMOCI»



In questa sfida di cambiamento un grande stimolo viene dai nuovi media, che si fanno sempre più veicolo di una trasformazione complessa che coinvolge relazioni, società, politica ed economia





Il 2011 passerà alla storia come l'anno di rottura dell'apparente linearità del Mediterraneo e di cambiamenti irreversibilmente epocali. Per la prima volta nell'era globale i Paesi "emergenti" stanno dimostrando di essere "emersi", trainando la ripresa mondiale.
I Paesi industrializzati sono invece alle prese con tassi di crescita prossimi allo zero, in un rovesciamento della piramide della leadership che disorienta le imprese italiane. Allora dove orientare la barra della propria azienda? E come convivere con un processo "rivoluzionario" in progress? Ne abbiamo parlato a Roma il 20 ottobre presso la sede di Confindustria nella seconda edizione dell'International Communication Summit 2011, organizzato da Assafrica & Mediterraneo e Pomilio Blumm, suo associato. Un appuntamento annuale che sta diventando sempre di più un thinkthank per afferrare il presente. (di Ely Szajkowicz, Responsabile Informazione e Comunicazione Assafrica & Mediterraneo).


***

Franco Pomilio, ICS Chairman

«La rivoluzione più grande è quella che deve ancora arrivare. E sarà una rivoluzione senza rivoluzionari. Le rivoluzioni vecchio stile consistevano nell'assalto ai palazzi del Governo.
Oggi non c'è alcun palazzo da assediare. La nuova rivoluzione avrà una natura differente: non sarà un partito politico con un programma politico a farla, perché è qualcosa che riguarda tutti, che sta accadendo a tutti».
Parole illuminanti, pronunciate da Zygmunt Bauman, uno dei più lucidi e autorevoli interpreti del presente.
Ed è proprio per cercare di decodificare alcune delle intense trasformazioni sociali in atto che il sociologo polacco, autore di "La società liquida", è intervenuto lo scorso 20 ottobre come main speaker durante l'ultima edizione dell'International Communication Summit, interamente consacrata al tema della "Rivoluzioni". Un'occasione unica per riflettere e confrontarsi su alcuni nodi critici dello scenario comunicativo e sociale attuale, mettendo in contatto diretto testimonial, discussant e auditor di spicco allo scopo di creare un vero e proprio "spazi di dibattito condiviso".
Accanto alla fondamentale testimonianza di Bauman, sono intervenuti nel corso della giornata, ospitata a Roma nella sede centrale di Confindustria, alcuni tra i principali esponenti nazionali e internazionali del mondo istituzionale, imprenditoriale e accademico: studiosi, come Mario Morcellini, Direttore Dipartimento comunicazione e ricerca sociale della Sapienza di Roma; esperti di comunicazione pubblica, come Pierre Zémor, Presidente della Federazione Europea delle Associazioni di Comunicazione Pubblica.
E ancora: Fabrizio Romano, Capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Gianmaria Vian, Direttore de L'Osservatore Romano, Dundar Kesapli presidente dell'Associazione dei giornalisti del Mediterraneo. Su tutto la voglia di condividere idee, suggestioni e riflessioni intorno al mondo complesso della comunicazione, raccogliendo le eco di un dibattito che si evolve, a volte, più velocemente di quanto e riusciamo ad accorgerci. Per osservare la strada già fatta e immaginare insieme quella che ci accingiamo a percorrere. Negli ultimi anni, del resto, la comunicazione è stata protagonista di molte rivoluzioni.
Ma soprattutto è lo stesso concetto di comunicazione che si sta rivoluzionando. Qualcuno direbbe che la comunicazione "classica", come ambito di specializzazione sia teorica che professionale, è entrata in crisi. Altri i più, a dire il vero direbbero che proprio in questa crisi si cela la possibilità di una rinascita. Comunque la si veda, è un dato di fatto: modelli e regole precedentemente rodati e applicati per anni diventano all'improvviso preistorici. E bisogna immaginarne di nuovi.
In questa sfida di cambiamento un grande stimolo e un grande aiuto vengono dai nuovi media, che sempre più da veicolo di una rivoluzione tecnologica, si fanno veicolo di una rivoluzione relazionale, sociale, in alcuni casi persino politica ed economica. Delle varie specializzazioni della comunicazione, la comunicazione pubblica istituzionale è quella che più di ogni altra è destinata a raccogliere e rilanciare questa sfida che promette di giocarsi sul terreno della contaminazione: di strumenti, di logiche e di linguaggi.
Lo stesso cittadino, grazie alla crescita esponenziale dei cosiddetti user generated content, al potenziale espressivo, performante e socializzante di blog, social network e simili, è ormai a pieno titolo un soggetto ibrido e contaminato, allo stesso tempo utente e produttore di comunicazione, pr, autore e progettista di se stesso. Tutto è comunicazione, tutto è in comunicazione.
E le rivoluzioni della primavera africana lo dimostrano in modo esemplare, a più livelli. Non solo, banalmente, perché lo strumento principale di diffusione è stato internet, ma perché in un mondo dove tutto è comunicazione ogni aspetto del vivere comune può farsi strumento di contaminazione, veicolo "virale" di idee di volta in volta pericolose, liberatorie, repressive o rivelatrici.
Dalla primavera araba alle rivolte inglesi, nell'ultimo anno nulla è stato più visibile di come questi cambiamenti siano sempre più possibili anche grazie all'utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione e dei nuovi linguaggi che essi richiedono.
Al centro di un mondo che cambia sembra esserci sempre più un nuovo modello di comunicazione, costruito da un mix interattivo tra internet, tv, tablet e sistemi mobili, che grazie anche al coraggio delle persone è diventato strumento di libertà e democrazia, riuscendo a prevaricare e sconfiggere equilibri di potere che sembravano consolidati. Allo stesso tempo, nuovi fondamenti religiosi muovono chiese millenarie a innovazioni culturali significative, come testimonia la presenza del Vaticano su Facebook decisa negli ultimi mesi. Sono proprio le cause e gli effetti di questa "evoluzione/rivoluzione" in corso, che ICS 2011 ha voluto approfondire, cercando di capire perché comprendere e gestire i sistemi più evoluti dell'informazione rappresenta oggi la vera sfida del futuro.

Per maggiori info:
www.internationalcommunicationsummit.com
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