| Da Paese giovane a Paese per giovani: questa l'ITALIA che VOGLIAMO
Riannodare le fila dello sviluppo è possibile, far crescere il Mezzogiorno è possibile e doveroso. Farlo sfruttando al meglio la risorsa giovani non solo è possibile ma necessario
Nel Mezzogiorno essere giovani è più difficile che altrove. Cresce di continuo la percentuale dei Neet i giovani che scelgono di non impegnarsi in percorsi di studio, lavoro o formazione e parallelamente aumenta, rilevazione dopo rilevazione, il tasso di disoccupazione giovanile. Si dirà, un problema italiano. Certo, ma è sempre il Sud a guidare la classifica
Carlo Barbagallo, Presidente dei Giovani Imprenditori
Confindustria Campania
Chiusa la due giorni della convention caprese, non resta che tenere fede all'impegno che abbiamo voluto assumerci fin dal titolo della XXVI edizione: dare voce al futuro.
A Capri, quest'anno, abbiamo portato una piccola rivoluzione, un segnale della volontà di cambiare che non può più limitarsi alle parole ma va messa in pratica. Alziamo il volume, diamo voce al futuro. È questo il nostro primo passo.
Alziamo il volume per farci sentire, per richiamare l'attenzione di chi non ci presta seriamente ascolto. Alziamo il volume per far capire che siamo pronti a fare la nostra parte. Alziamo il volume perché è arrivato il momento di pensare al futuro di questo Paese che passa, inevitabilmente, per un maggior coinvolgimento delle sue forze giovani. Alle difficoltà siamo abituati, non ci spaventano.
A Capri ci siamo assunti un impegno preciso, essere protagonisti della ripresa. Abbiamo avuto l'occasione di confrontarci, discutere, arrabbiarci, indignarci e poi costruire. È questo che per troppo tempo è mancato: la volontà, la capacità di tracciare una strada da seguire. Noi abbiamo suggerito di trasformare l'Italia da un Paese giovane in un Paese per giovani, iniziando a ripensare il ruolo delle città, definendo le priorità d'intervento, imparando a guardare avanti, al domani e non più indietro. Superiamo i nostri errori, lasciamoli alle spalle e torniamo ad aver fiducia in noi, nelle nostre imprese, nelle nostre istituzioni.
Gli under 40 di Confindustria sono pronti a giocare un ruolo di primo piano in questa partita. E a noi, come Confindustria Campania, spetta un ruolo ancor più delicato: tenere alta, costantemente, l'attenzione sul nostro Mezzogiorno. Qui essere giovani è più difficile che altrove.
E non è un luogo comune. Cresce di continuo la percentuale dei Neet i giovani che scelgono di non impegnarsi in percorsi di studio, lavoro o formazione e parallelamente aumenta, rilevazione dopo rilevazione, il tasso di disoccupazione giovanile.
Si dirà, un problema italiano. Certo, ma è sempre il Sud a guidare la classifica. Sono necessari interventi mirati per contrastare questi fenomeni, così radicati da rischiare di trasformarsi una vera e propria emergenza sociale. Il Mezzogiorno perde giovani, il Mezzogiorno perde futuro. Alziamo il volume, quindi, per lanciare l'allarme. Non basta ricordarlo con toni pacati, il nostro allarme corre il rischio di subire la sorte subita dalle nostre proposte: cadere nel vuoto, inascoltato. Superiamo il rumore di fondo provando ad alzare la voce. Le energie ci sono e anche la volontà di farlo.
Ci proponiamo di seguire questa strada nei prossimi mesi, confrontarci, costruire, alzare il volume per dire a tutti: è possibile. Rilanciare il Paese è possibile, far crescere il Mezzogiorno è possibile e doveroso, farlo sfruttando al meglio la risorsa giovani è possibile e necessario. Facciamo dell'Italia un Paese per giovani, piano piano il volume della voce si abbasserà naturalmente. |