La Dimms pronta allo sbarco in PIAZZA AFFARI L'azienda irpina, specializzata nel controllo ingegneristico e geologico sulle grandi opere, sceglie la quotazione in Borsa per rispondere alla crisi e avviare progetti di internazionalizzazione e intraprendere nuovi percorsi
I soci Dimms In una fase caratterizzata da notizie negative sul fronte
produttivo e occupazionale, chiu‑ sure di aziende, vertenze, annunci di cassa integrazione, risalta maggiormente il caso della Dimms Control srl pronta a diven‑ tare Spa e a fare il grande grande salto in Piazza Affari. Un'azienda del Sud che sta per essere quotata in Borsa è certamente nell'attuale contesto una sorta di "perla rara".
Un'azienda che ha compreso fino in fondo che il "cambiamento non va subìto, ma governato per trasformare la crisi in opportunità". Un'azienda che ha ampliato, ristrut‑ turato e riequilibrato il suo business e che punta a rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale della società, oltre che ad aumentare la capacità di business e la visibilità sul mercato nazionale ed internazionale.
Gli autori di questo "miracolo imprenditoriale" sono i fratelli De Iasi, Massimo 40 anni ingegnere, Maurizio 39 architetto e Serena 42 geologa, da tempo associati a Confindustria Avelli‑ no. La Dimms Control ‑ seguita in quest'operazione dallo studio Porcelli di cui è amministratore Giovanni Porcelli e dai professionisti che ne fanno parte ‑ ha sedi anche a Torino e Bucarest, è specia‑ lizzata nel controllo ingegneristico e geologico sulle grandi opere, porti, gallerie, autostrade, dighe e ferrovie, è sul mercato dal 1998. Tra i clienti figu‑ rano Eni, Italferr, Impregilo, Astaldi, Anas e Tecnimont.
Per decenni l'economia italiana si è fondata su un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese capaci di adattarsi ai cambiamenti di scenario del contesto internazionale grazie ad una buona dose di flessibilità e ad un costo del lavoro tutto sommato più contenuto rispetto a quello degli altri paesi occidentali. Da un po' di tempo questo modello è entrato in crisi e la ridotta dimensione delle aziende italiane sembra essere invece diventata uno degli ostacoli principali alla competizione sul mercato mondiale. Avviare progetti di internazionalizzazione, investire in ricerca e sviluppo, intraprendere nuovi percorsi è diventato, dunque, un imperativo.
Motivazioni che hanno spinto un giovane gruppo imprenditoriale del Sud a sfidare la crisi e decidere di conquistare Piazza Affari. «Negli ultimi anni ‑ spiega Massimo De Iasi amministratore unico della Dimms srl e Presidente del nuovo Cda ‑ il nostro ritmo di cresci‑ ta è stato tale da rendere necessario l'ingresso a Piazza Affari. Abbiamo obiettivi ambiziosi che potranno essere raggiunti solo attraverso la collo‑ cazione in un contesto più adeguato. La crisi può offrire molte opportunità a chi saprà coglierle, soprattutto nel settore di competenza, quello delle grandi opere».
Ma la quotazione in Borsa non è l'unica novità riguardante l'azienda. Si profilano, infatti, aperture di sedi in Cina ed in India. «Continuano a chiamarli paesi emergenti ‑ spiega Massimo De Iasi ‑ invece sono ormai da considerarsi emersi sotto ogni profilo e punto di vista». E poi l'apertura di un nuovo ramo d'azien‑ da, l'offshore. «Lavoreremo sul mare e nel mare ‑ aggiunge l'imprenditore ‑ ci occuperemo di rilievi sottomarini, nuovi giacimenti minerari e controllo delle piattaforme petrolifere. Nel marzo 2012 sare‑ mo a Londra all'Oceanology Internazional».
La Dimms è la prima società avellinese ad avviare un processo di quotazione a Piazza Affari. L'operazione è stata affidata a Integra‑ le Sim Spa di Milano in qualità di sponsor ed allo studio NCTM di Milano in qualità di legale sotto l'aspetto della due diligence legale, l'Advisor sarà definito a breve e sarà sicuro individuato tra le banche di affari milanese. Gli esperti sono concordi nel sottolineare che la capitalizzazione in borsa rappresenta la via migliore per ottenere una cresci‑ ta duratura, ma affermano che esistono ancora molte resistenze. Il problema è soprattutto culturale: quando le imprese italiane vogliono espandersi solitamente lo fanno nel modo per loro più semplice e abituale, ovvero aumentano il proprio capitale di debito chiedendo prestiti al sistema bancario. Il gruppo De Iasi ha superato ogni indugio comprendendo l'importanza di cogliere le oppor‑ tunità della globalizzazione e lo ha fatto in modo professionale.
I vantaggi della quotazione, infatti, secondo Borsa italiana, sono significativi non soltanto per quanto riguarda l'iniezione di cultura manageriale, ma anche dal punto di vista del bilan‑ cio: il fatturato delle imprese quotate cresce in media del 18% annuo nel periodo successivo all'in‑ gresso in Borsa a fronte di un dato media del 7%. La Dimms si prepara ad entrare nel gotha dell'impren‑ ditoria nazionale. Bastano i numeri attuali per comprendere l'impor‑ tanza del "salto": +250% di fatturato nel 2011 rispetto al 2009 (il fatturato provvisorio per il 2016 è di 25 milioni di euro), +400% di clienti rispetto al 2007. 100 tra dipendenti e collaboratori in Italia e all'estero (cifra destinata a quadruplicarsi negli ultimi 4 anni). «Abbiamo puntato subito sull'inter‑ nazionalizzazione», afferma il neo presidente. La Dimms ha commesse in Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Cipro, Romania, Dubai.
Per il presidente De
Iasi Avellino e provincia non sono solo la sede della propria azienda ma «un territorio ricco di potenzialità, popola‑ to da persone meravi‑ gliose», che però sconta i limiti propri dell'Italia. «Purtroppo la nostra nazione ‑ ha aggiunto ‑ in questo momento paga una progettazione imputabile a 20‑30 anni fa. Noi non possiamo che iniziare a programmare sperando in un rilancio quanto più vicino possibile: ma le prospettive a breve non promettono niente di buono per il paese Italia. Tutt'altra storia l'estero. Si pensi alla sola Romania: ha da appaltare opere pubbliche per ben 10 volte la somma di tutte le opere previste in Italia, ponte di Messina compreso».
La Dimms rappresenta non solo l'orgoglio irpino nel mondo della finanza, ma anche una grande opportunità per i giovani laureati del territorio. «Siamo alla ricerca ‑ ha concluso Massimo De Iasi ‑ nella nostra prospettiva di crescita all'estero di geologi ed ingegneri qualificati e siamo convinti che la provincia di Avellino abbia grandi risorse anche sotto il profilo umano e professionale».
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