| Mission e obiettivi
della Fondazione per il Sud
A cura della Redazione CostoZero
Per la prima volta il privato-sociale
interviene per liberare risorse nel Mezzogiorno
Le regioni dell'Italia Meridionale, il loro sviluppo attraverso la crescita e il potenziamento delle infrastrutture sociali, il rapporto con il Terzo Settore e con le espressioni locali del Volontariato, rappresentano l'obiettivo della Fondazione per il sud che, dopo aver ricevuto il battesimo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, è nata ufficialmente il 22 novembre 2006, mentre è stata presentata il 31 gennaio presso la sede della Confindustria Salerno.
Promossa dalla Fondazione Salernitana Sichelgaita, con il patrocinio dell'Acri, la presentazione della neonata Fondazione per il Sud si pone l'obiettivo di illustrare le finalità di questo progetto che parte da lontano, frutto di un protocollo di intesa per la realizzazione di un piano di infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, firmato nel 2005 dall'Acri e dal Forum Terzo Settore, con l'adesione della Compagnia di San Paolo, la Consulta Permanente del Volontariato presso il Forum, il Convol-Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni di Volontariato, la Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione.
Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Confindustria Salerno Andrea Prete, il compito di introdurre obiettivi e mission dell'iniziativa è spettato a Giovanni Vietri, Presidente della Fondazione Salernitana Sichelgaita. Successivamente, l'incontro è proseguito con gli autorevoli contributi di Savino Pezzotta, Presidente della Fondazione per il Sud, di Giuseppe Guzzetti, Presidente dell'Acri, di Vilma Mazzocco, Portavoce del Forum Terzo Settore, di Carlo Callieri, Presidente della Compagnia di San Paolo e di Gabriello Mancini, Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Presidente Pezzotta, una Fondazione per il Sud: ma è davvero un fatto nuovo, un fatto concreto?
Guardi, la stessa nascita della Fondazione è un fatto concreto: è la prima volta che il privato-sociale interviene nel Sud. È un punto di partenza che di per sé costituisce una novità positiva. Con un patrimonio di 315 milioni di euro e con un gettito di spesa annuo pari a 30 milioni di euro la Fondazione per il Sud si appresta a presentare i primi progetti mirati, puntando soprattutto a creare una rete diffusa sul territorio meridionale in grado di aggregare le migliori risorse nel campo dei servizi sociali, della formazione e della valorizzazione del capitale umano.
È cambiato, allora, l’approccio alle problematiche del Mezzogiorno?
La Fondazione opererà secondo due tipologie di approccio: da un lato cercheremo di mettere a fuoco iniziative esemplari che avranno una forte interazione con il territorio; dall’altro interverremo attraverso bandi in seguito ai quali valuteremo le risposte.
Verso chi saranno indirizzati gli interventi della Fondazione?
Il nostro interlocutore principale è e sarà senza dubbio la società civile. Se vogliamo promuovere il capitale umano indubbiamente dobbiamo spostare l’asse verso la ricerca, verso le Università, verso i centri di eccellenza.
Interazioni con le politiche che il governo-Prodi ha individuato per il rilancio del Mezzogiorno?
In questa fase di valutazione complessiva delle opportunità non escludo nessun tipo di iniziativa conforme alla mission che la Fondazione si è data. Certo, dopo un’attenta valutazione, non è detto che non si possa interagire con le progettualità del governo in materia di sviluppo del Mezzogiorno.
Sono previste collaborazioni con il mondo delle imprese?
Abbiamo la massima apertura mentale: se emergesse un progetto valido, potremmo prendere in considerazione anche iniziative che tengono nella giusta considerazione la centralità del ruolo sociale dell’impresa.
Presidente, ci descrive come è nata e quali sono le finalità della Fondazione per il Sud?
La Fondazione per il Sud nasce da un’iniziativa privata e volontaria tra le Fondazioni e il Volontariato.
Ben 85 Fondazioni - su di un totale di 87 quante sono le Fondazioni di origine bancaria socie dell’Acri - hanno deciso di investire al Mezzogiorno non in nome di un possibile riequilibrio tra il nord e il sud dell’Italia, ma in ragione di una necessità di “sviluppo diffuso” nel nostro Paese. L’iniziativa era stata lanciata nel corso del congresso dell’Acri del 2000.
Di anno in anno poi ha preso corpo e sostanza e, grazie alle risorse economiche rese disponibili dalle nostre associate e dalla Compagnia di San Paolo, siamo riusciti finalmente lo scorso gennaio a far decollare questo grande progetto “per” e “con” il Sud.
Al momento naturalmente è un progetto ancora tutto da scrivere ma, sulla scorta degli indirizzi per le attività condivisi da tutti i componenti della Fondazione per il Sud, il ventaglio di iniziative cui ci dedicheremo è quanto mai ampio e diversificato. Per rafforzare la dotazione sociale del territorio partiremo proprio dalle realtà positive che già esistono al Sud e punteremo, in misura preponderante, sullo sviluppo di capitale umano di eccellenza. Il reddito della Fondazione sarà impiegato infatti per scopi di utilità sociale, mediante una strategia orientata alla scelta degli interlocutori per valutare i progetti da finanziare. I nostri piani d’azione guarderanno a temi importanti: il miglioramento dei processi educativi alla persona; la sostenibilità ambientale a livello locale; la valorizzazione dei beni culturali; la ricerca e l’eccellenza scientifica; l’infanzia negata. L’obiettivo è di rendere più forte e coese tra loro le reti del volontariato, del terzo settore e delle fondazioni, senza che questo significhi sostituirsi al ruolo delle istituzioni pubbliche. Il nostro sarà un lavoro corale e sinergico, teso alla realizzazione dell’interesse generale. Questo progetto di iniziative esemplari sarà fatto con la gente del Sud perché il processo virtuoso di crescita e sviluppo che porterà con sé sia autoctono, autonomo e non calato dall’alto.
Vero è che filantropia, sussidiarietà e volontariato nel nostro Paese non sono ancora percepite come scelte vantaggiose…
C’è ancora molta strada da fare, specie se il confronto è con i paesi anglosassoni dove notevole è l’attenzione per il sociale, ma deve essere ben chiaro che la “cultura solidaristica”, coniugata con i principi di efficacia ed efficienza, è capace di innescare un volano economico: sostenendo chi più ne ha bisogno si riesce, infatti, a creare nuovo sviluppo e ad incidere profondamente sull’economia reale dei territori.
Qual è il senso della Fondazione per il Sud e delle risorse messe a disposizione da 85 Fondazioni e dal mondo del volontariato organizzato del Terzo Settore per l'infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno?
La Fondazione per il Sud è il frutto principale di un protocollo d'intesa firmato dall'Acri e dal Forum del Terzo Settore.
È nata quindi con capitali interamente privati e si propone di promuovere e potenziare le infrastrutture immateriali per lo sviluppo sociale, civile ed economico delle comunità locali.
Gli obiettivi della Fondazione per il Sud sono di mettere in rete esperienze di best practices per favorire la costruzione di reti relazionali permanenti e progetti territorialmente rilevanti e, nello stesso tempo, di sviluppare una cultura della donazione che catalizzi le generosità.
La Fondazione intende innescare percorsi di cambiamento e di infrastrutturazione sociale al Sud, a partire dall'impegno e dal protagonismo delle organizzazioni di terzo settore, delle istituzioni locali, dei comuni in un contesto di sussidiarietà e di responsabilità sociale.
Una delle linee di progettualità della Fondazione per il Sud è rappresentata dal sostegno alle reti del terzo settore e dalla nascita di fondazioni di comunità nel Sud. Come si opererà?
Attraverso l'attuazione di forme di collaborazione e di sinergia con le diverse espressioni delle realtà locali, la Fondazione dovrà favorire lo sviluppo di reti di nuova progettualità per dare risposte concrete alle problematiche emergenti, ad esempio: la dispersione scolastica, l'illegalità diffusa, la disoccupazione dei giovani laureati.
Ciò avverrà rafforzando e integrando le reti del volontariato, della cooperazione sociale, dell'associazionismo, con strumenti e forme innovative che, senza sostituirsi al necessario ruolo delle istituzioni pubbliche, operino in sinergia per contribuire ad innescare percorsi di cambiamento.
L'altro asse strategico di intervento è quello delle fondazioni di comunità da attivare nelle regioni del sud, specializzate nella raccolta e nell'utilizzo di donazioni, sia private sia pubbliche, per finalità di interesse collettivo. Non si tratta, quindi, solo di una volontà di impiegare in maniera orientata e specifica gli utili rinvenienti dal patrimonio originario, ma di costituire nei luoghi del sud fondazioni che diffondano la cultura della donazione e del bene comune. È un processo moltiplicativo e non semplicemente addizionale: per creare sentieri di sviluppo locale, non basta infatti apportare risorse ma è indispensabile liberare risorse. Ecco perché l'azione della Fondazione è sia "per", sia "con" il Sud.
Presidente quale secondo lei il problema sociale più urgente del Mezzogiorno?
Nell’ambito delle diverse ricerche effettuate dall’Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, da me presieduta, emergono sempre alla base dell’analisi e della comprensione di tutti i fenomeni economici le carenze o le inadeguatezze del capitale sociale, fattore di rilievo non solo per migliorare la qualità della vita, ma anche necessario per un processo democratico di crescita civile ed economica del territorio meridionale.
In questo contesto, non sempre oggetto di attente politiche pubbliche di sviluppo, si inserisce oggi un nuovo e importante protagonista la Fondazione per il Sud, che può divenire il catalizzatore e il volano di trasformazioni di alcuni segmenti di rilievo del tessuto sociale.
L’iniziativa di natura privata vede le Fondazioni ex-bancarie e le Organizzazioni del Terzo Settore unirsi per intervenire in modo significativo sull’avvio a soluzione dei problemi sociali del Sud. Le fondazioni ex-bancarie, oltre alla partecipazione al capitale costitutivo della Fondazione per il Sud, sono impegnate anche ad una erogazione annuale di cospicuo importo, che integrerà il rendimento del capitale proprio investito.
Come funzionerà la Fondazione per il Sud?
Nelle linee guida, che la Fondazione per il Sud si propone per avviare la propria attività, sono evidenziati gli ambiti di intervento, in ogni caso non sostitutivi dell’intervento pubblico, tra i quali è incluso lo sviluppo del capitale umano ed in particolare le attività rivolte ai giovani, al fine di aiutarli alla legalità ed ai valori della convivenza civile e di concorrere alla loro preparazione alle attività lavorative. L’interesse particolare sui giovani può essere visto sulla base della natura della relativa spesa come vero e proprio investimento sociale, destinato a dare frutti importanti a vantaggio della società civile.
La rilevanza e la novità dell’iniziativa, che si propone anche di attivare tutte le energie e risorse disponibili sul territorio, sottolinea l’interesse che, accanto al terzo settore, le fondazioni ex-bancarie hanno sviluppato per il Mezzogiorno in una visione che tende a superare le divisioni tra zone sviluppate e zone meno sviluppate del Paese.
Mentre il territorio servito è statutariamente definito con riferimento alle regioni indicate come “Obiettivo 1” in sede UE, per la fase di avvio è stata indicata una priorità - non esclusiva - per le regioni Campania e Calabria, individuate come casi di evidente urgenza.
Le responsabilità per l’esecuzione del disegno sono affidate al suo Presidente Savino Pezzotta, ed agli organi sociali amministrativi che l’accompagnano, mentre non si può dimenticare di menzionare la forte spinta data al progetto dal Presidente dell’Associazione Casse di Risparmio Italiane e delle Fondazioni di origine Bancaria, Giuseppe Guzzetti.
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