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Funziona per Terra di Lavoro lo schema del modello Ue
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Funziona per Terra di Lavoro lo schema del modello Ue
Carlo CICALA - Presidente Confindustria Caserta
Incontro a Palazzo Chigi: in primo piano sicurezza e lotta
alla criminalità, infrastrutture, trasporti e mobilità,
crisi industriali e difficoltà del comparto bufalino e del tabacco.
Il governo avvia i tavoli tecnici per rilanciare lo sviluppo
L’industria innovativa,
basata su R&S,
deve svolgere
una funzione
da traino per tutti
gli altri comparti economici
Il 7 febbraio scorso si è svolta a Palazzo Chigi una riunione sullo sviluppo territoriale e i problemi economico-sociali della provincia di Caserta. All'incontro - presieduto dal presidente del Consiglio, Romano Prodi - hanno partecipato, per il Governo, il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, il ministro per il Lavoro e la Previdenza Sociale, Cesare Damiano, e il ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo De Castro. Per il territorio di Caserta erano presenti il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il presidente della Provincia, Alessandro De Franciscis, il sindaco del capoluogo, Nicodemo Petteruti, il presidente di Confindustria Caserta, Carlo Cicala, e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Colamonici, Carmine Crisci e Antonio Farinari. Nel corso dell'incontro - organizzato nell'ambito delle attività dell'Unità speciale di Concertazione per lo Sviluppo economico dell'Area metropolitana di Napoli e della Regione Campania - si è fatto il punto sullo stato dell'arte delle iniziative adottate in questi mesi in materia di sicurezza e lotta alla criminalità, e di infrastrutture, trasporti e mobilità.
Si sono poi esaminate nel dettaglio le questioni connesse ad alcune crisi industriali del territorio e alla situazione di difficoltà in cui versano, in tema di sviluppo agricolo, i comparti del bufalino e quello del tabacco.
Cinque i punti sull'agenda del Premier puntuale alle 11 del 7 febbraio scorso nella sala verde di Palazzo Chigi: sicurezza e legalità, crisi industriali ed occupazionali, rifiuti, agricoltura e infrastrutture.
In avvio una puntuale relazione del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino con particolare riguardo al territorio casertano, seguito da un approfondimento tecnico in materia di trasporti dell'assessore regionale Ennio Cascetta.
A seguire gli interventi delle delegazioni sui temi indicati sulla base di una dettagliata e puntuale esposizione del presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis: molti spunti raccolti dai ministri Pierluigi Bersani, Paolo De Castro e Cesare Damiano ma, soprattutto, molta attenzione su tutti gli argomenti da parte del presidente Prodi.
Una prima considerazione è che lo schema modello UE adottato ha di fatto determinato una accelerazione e un sostanziale superamento delle fasi politiche intermedie, nelle quali in Italia spesso i problemi languono diventando statici, e finendo così per radicalizzare in questo modo le diverse posizioni delle parti.
In effetti ritengo che la metodologia adottata costituisca una valida alternativa al decentramento federalistico (interpretato in Italia come duplicazione delle fasi decisionali) realizzando un importante fattore di avvicinamento tra i bisogni del territorio e le leve decisionali centrali.
Proprio questa matrice "territorio-autorità decisoria", praticata da Prodi alla guida della Commissione Europea, identificabile come uno dei fattori di successo della politica comunitaria, ritengo idonea in particolari situazioni per adottare soluzioni vincenti (penso alla Tav in Val di Susa).
Ovviamente per poter praticare questo schema è presupposto necessario ed indispensabile avere preventivamente realizzato una sostanziale identità di vedute di tutti i protagonisti di quel territorio (ed è questo il caso di Caserta) con un intelligente e certosino lavoro della figura che ne assume la leadership totale (per Terra di Lavoro unanimemente affidata al presidente della Provincia Sandro De Franciscis).
Una seconda riflessione di metodo è quella che il presidente del Consiglio ha fatto trasparire più volte, e cioè la necessità di avviare interventi armonici, ovvero che consentano a tutti i protagonisti locali di essere al passo dello sviluppo, senza determinare eccessivo distacco tra alcuni comparti economici del territorio rispetto ad altri: in questa ottica l'intervento del ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro, oltre alla riconosciuta competenza in materia, è stato molto apprezzato da tutti i presenti per la visione complessiva delle problematiche settoriali in tutte le implicazioni socio-economiche locali.
Questo concetto, si badi bene, a mio giudizio non contrasta, anzi conferma, il corollario secondo il quale determinati settori debbano svolgere una funzione guida: in primo luogo colloco l'industria innovativa, basata su Ricerca & Sviluppo, quale motrice fondamentale dei vagoni del territorio sulle rotaie dello sviluppo.
Terza ed ultima (ma non certo per importanza) considerazione, a mio modesto avviso, di valenza strategica fondamentale: l'aver sancito il principio - ribadito più volte con tono fermo e convinto dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino - secondo il quale è indispensabile la diretta partecipazione delle rappresentanze locali delle parti sociali, insieme agli Enti primari del territorio, al processo decisionale delle politiche di investimento sul territorio.
Esse, infatti rappresentano l'autentico interprete in grado di saper valutare l'impatto e il grado di accoglienza e fattibilità di interventi di natura infrastrutturale, industriale, ambientale, delle azioni che storicamente e ciclicamente modificano l'assetto socio-economico di una determinata area, più o meno vasta.
Cito ad esempio le realtà di Bagnoli o Marcianise, ovvero i Contratti di Programma o di Negoziazione Programmata, Contratti d'Investimento ecc., esperienze storiche diverse tra loro ma sostanzialmente identiche sotto l'aspetto di processo di modificazione territoriale in termini di vocazione economico-sociale.
Questi progetti, programmi e piani d'investimento, spesso corredati da ingenti risorse provenienti dalla fiscalità generale, oltre che da capitali privati, costituiscono, a sommesso avviso di chi scrive, iniziative sicuramente valide dal punto di vista teorico e finanziario, ma nel tempo tanto più conseguiranno successo e radicamento territoriale quanto maggiore sarà stato il grado di analisi preventiva, accoglienza sostanziale e ambientale, condivisione consapevole da parte delle rappresentanze locali dei fattori primari che costituiscono l'impresa: le organizzazioni sindacali dei lavoratori e Confindustria.
I cinque punti in pillole
Sicurezza e legalità
Maggiore attenzione ai rischi di contiguità tra Pubblica Amministrazione e organizzazioni criminali. La malavita organizzata è un freno per l'economia. Saranno intensificati gli incontri periodici, presieduti dal ministro e dai sottosegretari, con i prefetti, i presidenti delle province e i sindaci per il monitoraggio continuo del fenomeno sul territorio.
Crisi industriale
La crisi, in particolare, di tre grandi aziende saranno affrontare nel corso di un tavolo tecnico presso il ministero di Sviluppo economico con il supporto di Sviluppo Italia. Tra le varie ipotesi il sindacato ha evidenziato la possibilità dell'utilizzo di un contratto di programma che oltre a Marcianise (Ixfin) abbracci anche i comuni di San Marco Evangelista (Itp, ex 3M) e Santa Maria Capua Vetere (Finmek).
Rifiuti e smaltimento
Prodi ha riconfermato l'impegno del commissario straordinario Bertolaso alla guida della speciale struttura per l'emergenza rifiuti, prestando grande attenzione all'accordo sottoscritto da provincia di Caserta, Comune di Caserta e Commissariato che introduce il principio della "provincializzazione" in materia.
Agricoltura
Due temi, in particolare: comparto bufalino e tabacchicoltura. Con riguardo al primo, il ministro De Castro organizzerà una riunione tecnica con la partecipazione degli assessori regionali alla Sanità e all'Agricoltura per la redazione di un piano di eradicamento della brucellosi con abbattimento dei capi infetti e relativi indennizzi. Per la tabacchicoltura, invece, è allo studio un'ipotesi di proroga fino al 2013 della normativa attualmente in vigore.
Aeroporto di Grazzanise
La realizzazione dello scalo aeroportuale di Grazzanise riceve finalmente il disco verde ufficiale. Il nuovo aeroporto è inquadrato nella prospettiva di una graduale quanto ormai inevitabile sostituzione di quello di Capodichino avviato ormai verso la saturazione. Grazzanise, dunque, diventa nel frattempo la seconda pista di Capodichino. Pista, tuttavia, che dovrà essere costruita ex novo non potendosi utilizzare quella militare per motivi di carattere internazionale.
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