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  Maggio 2012

Articoli n° 4
maggio 2006
 

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L’equazione È nota:
infrastrutture uguale sviluppo

Dotazione infrastrutturale
e territorio

Aeroporto Salerno-Pontecagnano: la scuola del modello Pisa

Aeroporto Salerno-Pontecagnano: la scuola del modello Pisa

Elio DE MEO

Il sistema regionale toscano è già realtà.
E dall’alto della torre si intravede Piazza Affari


A più riprese i Giovani Imprenditori di Salerno si sono soffermati sulla potenzialità che l'aeroporto di Pontecagnano, a regime, potrebbe rappresentare per il territorio. Questo inevitabilmente stimola a lanciare uno sguardo alle realtà dove al “condizionale” si è sostituito il “presente”. Non è necessario andare troppo lontano per trovare eccellenti esempi di collaborazione tra Enti locali e privati per il rilancio di scali un tempo marginali. Pisa è tra questi. è la storia di come il piccolo Davide di nome "Pisa" sia riuscito a soverchiare il gigante Golia di nome “Firenze”, in una competizione dove il risultato è lo sviluppo e la ricchezza dell'intera regione. Crescita media del 13,5% l'anno dal 2000, quasi 2,5 milioni di passeggeri nel 2005, gateway europeo per trasporto merci, con un occhio alla compatibilità tra infrastrutture e ambiente grazie a un masterplan che ne enfatizza la vocazione turistica e, ultima chicca, la imminente quotazione a Piazza Affari. “Atterraggio” in borsa che presuppone un business model definito, una società di gestione solida e un piano industriale delineato e perseguibile; 3 aspetti che al momento sembrano emettere i primi vagiti a Pontecagnano e dai quali non si può prescindere. Oggi, dopo anni di politica di gestione chiara, al Galilei la scommessa è tutta sulle compagnie low cost, con traffico unicamente point to point, le uniche a non risentire del lungo periodo di crisi del trasporto aereo.
Vi operano ben 24 compagnie, tra cui i due big europei del volo a basso costo Easyjet e Ryanair. Quest'ultima ha scelto lo scalo toscano come quarta base italiana per voli anche nazionali. Una piccola rivoluzione che in Italia ha investito inoltre Brindisi, Treviso, Bergamo Orio, Pescara, impensabile fino a pochi anni fa, in epoche di monopoli. E guarda caso, in questa scalata, buon gioco hanno avuto le limitazioni tecniche dell'aeroporto di Firenze. Insomma, i limiti dettati da saturazione e geografia possono essere un forte alleato del "fratello minore".
Vi ricorda qualcosa? Ovviamente le analogie con casa nostra non finiscono qui: Napoli e Firenze city airport, Salerno Pontecagnano come il Pisa Galilei hub low cost. Versilia, Chianti e Parco di San Rossore che coccolano i propri turisti a differenza di Salerno, del Cilento e del relativo Parco che li aspettano. Sogno e realtà a confronto, con il ritorno economico che ha premiato i territori le cui amministrazioni si sono per tempo impegnate nella pianificazione di aeroporti in chiave regionale, legati ad una logica di interoperabilità con strade, porti e interporti. Basti dare una sguardo al sistema lombardo, sulla carta perfettamente assimilabile al nostro: Linate/Capodichino, Malpensa/Grazzanise e Orio al Serio/Pontecagnano. Come sempre l'esempio viene da chi crede che la sinergia non sia solo una bella parola.

Vice Presidente Vicario
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